Capita spesso: assaggi un olio nuovo e senti una sensazione di pizzicore in gola, a volte accompagnata da un tossicchio improvviso. Il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: “questo olio è troppo forte, sarà acido”. In realtà è vero il contrario: quel pizzicore è uno dei segnali più affidabili di un olio ricco di polifenoli, e quindi di qualità.
In questo articolo spieghiamo cosa sono i polifenoli, da dove vengono, e perché quella sensazione che molti scambiano per un difetto è invece una buona notizia.
Cosa sono davvero i polifenoli
I polifenoli sono composti naturali presenti nelle olive, con proprietà antiossidanti. Si trovano in concentrazioni diverse a seconda della varietà di oliva, del momento della raccolta e di come l’olio viene lavorato in frantoio. Più un olio ne contiene, più tende ad avere un gusto deciso: amaro, piccante, con quella nota che si fa sentire in gola.
Perché l’olio pizzica: la storia dell’oleocantale
Cos’è l’oleocantale
Tra i polifenoli dell’olio extravergine, uno in particolare è responsabile del pizzicore: l’oleocantale. È il composto che, entrando in contatto con i recettori della gola, genera quella sensazione così caratteristica — a volte fastidiosa per chi non è abituato, ma che gli assaggiatori professionisti considerano un pregio.
L’oleocantale ha una struttura chimica che ricorda quella di alcuni principi attivi antinfiammatori, ed è per questo oggetto di numerosi studi scientifici sulle sue proprietà. Non va inteso come un sostituto di farmaci o cure mediche: è semplicemente uno dei motivi per cui l’olio extravergine di qualità è considerato un alimento particolarmente interessante dal punto di vista nutrizionale.
Pizzicore e acidità: non sono la stessa cosa
È il mito più diffuso, ed è importante sfatarlo: il pizzicore non ha nulla a che vedere con l’acidità. L’acidità libera, il parametro che distingue un olio extravergine da un vergine o da un lampante, è un dato chimico, inodore e insapore: non si “sente” assaggiando l’olio. Il pizzicore, al contrario, è un segnale sensoriale legato ai polifenoli — in particolare all’oleocantale — ed è tipico proprio degli oli con l’acidità più bassa, non il contrario.
Da dove arrivano i polifenoli: raccolta, molitura e spremitura
La raccolta delle olive
Le olive ancora leggermente verdi, raccolte prima della piena maturazione, contengono generalmente più polifenoli rispetto a quelle raccolte a maturazione avanzata. È una scelta che riduce la resa in olio, ma che privilegia la concentrazione di queste sostanze.
Il tempo tra raccolta e molitura
Come abbiamo raccontato parlando della molitura, più tempo passa tra la raccolta e la lavorazione, più le olive si ossidano e perdono polifenoli. Molire in fretta non è solo una questione di acidità: è anche una questione di quanto “pizzicherà” l’olio finale.
La spremitura a freddo
Anche la gramolatura condotta a temperature controllate, sotto i 27°C, gioca un ruolo diretto: il calore, come abbiamo spiegato parlando della spremitura a freddo, degrada proprio i composti fenolici che danno all’olio il suo carattere.
Come riconoscere un olio ricco di polifenoli
Oltre al pizzicore in gola, un olio ricco di polifenoli si riconosce da un gusto amaro e piccante più deciso, spesso accompagnato da note vegetali di erba o carciofo. Il colore, al contrario di quanto si pensa spesso, non è un indicatore affidabile: un olio molto verde non è necessariamente più ricco di polifenoli di uno più dorato.
Il nostro olio Olivarum e i polifenoli
Le scelte che raccontiamo negli altri articoli — molitura poche ore dopo la raccolta, lavorazione a due fasi, spremitura condotta a freddo — nascono proprio per preservare questi composti, sia nel nostro olio Olivarum sia nel servizio di molitura per chi porta le proprie olive al Frantoio Olivarum. Non è un caso se i nostri clienti, quando assaggiano l’olio appena molito, lo trovano deciso: è il segno che il lavoro fatto in campagna e in frantoio ha dato il suo risultato.
Domande frequenti
Un olio che non pizzica per niente è di scarsa qualità? Non necessariamente un difetto, ma di solito indica un contenuto di polifenoli più basso: può dipendere dalla varietà di olive, dal grado di maturazione alla raccolta o da tempi di lavorazione più lunghi.
Il pizzicore può essere fastidioso, è normale? Sì, è una reazione comune, soprattutto per chi non è abituato a oli con un profilo sensoriale deciso. Non è un segnale di rischio: è semplicemente una caratteristica di un olio ricco di polifenoli.
I polifenoli si perdono nel tempo? Sì, tendono a diminuire con il passare dei mesi, soprattutto se l’olio non viene conservato al riparo da luce e calore. È uno dei motivi per cui conviene consumare l’olio entro un anno dalla produzione.
Come faccio a sapere quanti polifenoli ha il mio olio? Il pizzicore e il gusto amaro/piccante sono un primo indicatore sensoriale. Per un dato più preciso serve un’analisi di laboratorio specifica sul contenuto fenolico.
Per noi un olio che pizzica non è un olio “forte”: è un olio che ha mantenuto quello che la nostra terra e il nostro lavoro in frantoio gli hanno dato.